Desert Wizards

Desert WizardsI Desert Wizards si formano nel 2007 per volere di quattro amici musicisti ravennati che, pur condividendo l’amore per il sound tipico della musica psichedelica ed hard rock settantiana, non hanno mai avuto occasione di collaborare.

I quattro come la tradizione del genere in questione vuole si dedicano a mesi di estenuanti jam ed improvvisazioni, dalle quali scaturiscono le fondamenta dei primi brani. Le registrazioni rudimentali raccolgono un pugno di canzoni riprese in tutta la loro crudezza, la band così pensa che sia giunto il momento di registrare un demo omonimo che vede la luce nel gennaio del 2008. Il demo, oggi praticamente introvabile, contiene cinque tracce di puro hard rock psichedelico, l’essenza madre della band.

Grazie al suo successo nell’underground ravennate i Desert Wizards cominciano a muovere i primi passi sui palchi della zona, decidendo, dopo un’anno, di costruire qualcosa di più importante, così si rinchiudono nuovamente nel loro covo e si rigettano in lunghe jam, prediligendo di gran lunga questo modo di comporre musica piuttosto che costruire pezzi a tavolino. Il risultato è “Dos” il primo full lenght totalmente autoprodotto dai quattro. Un’ album vero e senza fronzoli che racconta in modo sognante ed evocativo il loro percorso musicale. Questo lavoro cattura l’attenzione della Black Widow Records, sempre attenta a scovare talenti nascosti nella scena vintage rock italiana.

Nel 2010 viene così rilasciata, tramite l’etichetta discografica, una nuova versione di “DOS” chiamata semplicemente “Desert Wizards”, il materiale viene rimaneggiato ed affidato ad una produzione professionale ma senza snaturare il sound tipico della band. L’album è ben accolto dalla critica di settore ricevendo recensioni positive ed ottiene un buon riscontro di vendite. Nell’ anno successivo “The Lisergic Show” tratta dall’album in questione viene inserita nella raccolta “Hard Rock Explosion” nella quale i Desert Wizards si affiancano ad artisti come Pentagram, L’Impero Delle Ombre e Wicked Minds. Nel 2012 vengono contattati da MagMusic ed incidono la cover di “Childhood’s End” tratta dall’album “Obscured by Clouds” del 1972 che viene poi pubblicata in “One Of My Turns” sempre nello stesso anno.

Si tratta di un album tributo ai Pink Floyd che vede partecipare band provenienti da tutto lo stivale. I quattro ravennati però non sazi ed in preda alla loro fame compositiva alla fine dello stesso anno si ritrovano con una quantità di materiale tale da poter realizzare quasi due full lenght, dal quale ricavano “Ravens”, seconda avventura discografica condivisa con Black Widow Records. L’album viene pubblicato nel 2013 e viene presa la decisione di proporlo anche in versione vinile, il quale va esaurito in poco tempo. L’etichetta affida il lavoro ad una distribuzione internazionale che permette alla band di farsi conoscere in diversi paesi, ricevendo ottimi responsi sia di critica che di vendite.

E’ nuovamente una produzione in pieno stile Desert Wizards dove le parti più dure in deciso stile Black Sabbath lasciano spazio a distensioni ed atmosfere più Floydiane e Doorsiane. In seguito la band inizia a sperimentare sonorità sempre più vintage introducendo il Synth nel proprio repertorio musicale, le Jam lasciano ampio respiro agli effetti per la modulazione del suono e comincia un lunghissimo lavoro compositivo che vede fine al termine del 2015. I pezzi che ne vengono estratti sono frutto di estenuanti arrangiamenti e ricerche del suono, punto sul quale la band non vuole più scendere a compromessi. Nel 2016 terminano le registrazioni e vede luce “Beyond The Gates Of The Cosmic Kingdom”, ultima, più lunga e meticolosa fatica della band. Nel mese di maggio i Desert Wizards pubblicano il video di “The Man Who Rode The Time” singolo estratto dall’album in oggetto che sarà disponibile sempre tramite Black Widow Records da luglio 2017 sia in versione vinile che compact disc.

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